Inclusione nautica

Velando 2026, ad Ancona una giornata di velaterapia per i pazienti Ail

Il 6 ottobre, a Marina Dorica, persone con patologie ematologiche saliranno a bordo insieme agli specialisti.

Velando 2026, ad Ancona una giornata di velaterapia per i pazienti Ail

La vela come strumento di inclusione e sostegno per le persone con patologie ematologiche. È questo l’obiettivo di Velando 2026, il progetto che coinvolge la Marina Militare e l’Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma, con un percorso dedicato ai pazienti e ai professionisti sanitari.

La tappa anconetana è in programma martedì 6 ottobre, dalle 9, al Molo N2 di Marina Dorica. Pazienti e medici parteciperanno a un’esperienza in barca a vela, accompagnati dal personale della Marina Militare. L’iniziativa punta a utilizzare la pratica velica come occasione di condivisione, relazione e supporto psicosociale.

Il percorso lungo le coste italiane

Il progetto rientra in un programma promosso dal Ministero per le Disabilità, che ha individuato Ail e Marina Militare come partner. L’obiettivo è unire l’esperienza della rete associativa, impegnata al fianco delle persone colpite da malattie del sangue, con le competenze nautiche, formative e organizzative delle sezioni veliche della Forza armata.

Velando 2026 è stato concepito come un vero e proprio Giro d’Italia della velaterapia. Il percorso è partito da La Spezia e prevede tappe a Livorno, Anzio, Napoli, Cagliari, Augusta, Taranto, Brindisi, Ancona e Venezia. In ciascuna località pazienti e operatori sanitari sono coinvolti in attività a bordo lungo le coste italiane.

Vela e percorso terapeutico

Al termine dell’attività ad Ancona saranno presenti il professor Leoni, presidente della sezione Ail Ancona-Macerata, e il capitano di vascello Vincenzo Labile, comandante del quartier generale Marina Ancona. La partecipazione della Marina si inserisce nel più ampio impegno dell’istituzione in iniziative di carattere sociale.

Secondo i promotori, la vela può offrire benefici all’interno di un percorso terapeutico perché combina contatto con la natura, collaborazione, divertimento e senso di responsabilità. L’esperienza condivisa in mare viene indicata come un possibile aiuto per recuperare serenità e fiducia in sé stessi, mettendo a disposizione dei pazienti una dimensione diversa da quella ospedaliera.