Il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, è al centro di un confronto politico sulle sue posizioni, considerate da alcuni osservatori non sempre sovrapponibili a quelle della maggioranza di centrodestra che sostiene la sua amministrazione. A rilanciare il tema è Andrea Nobili, capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra in Consiglio regionale, che descrive il primo cittadino come una figura capace di assumere, su alcuni temi, orientamenti distanti da quelli di Fratelli d’Italia.
Il caso più recente riguarda la scuola e la proposta del Governo di introdurre un limite al numero di studenti stranieri presenti in ciascuna classe, con riferimento agli alunni che hanno difficoltà con la lingua italiana. Silvetti ha espresso una posizione critica, sostenendo che gli istituti abbiano bisogno di integrazione autentica e non di quote numeriche. Il sindaco ha inoltre ricordato che, ad Ancona, senza la presenza di quegli studenti alcune aule resterebbero vuote e alcune scuole potrebbero correre il rischio di chiudere.
Il confronto con Fratelli d’Italia
La presa di posizione non è stata accolta come una semplice opinione personale da Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche. Acquaroli ha sottolineato che quella espressa da Silvetti sarebbe una posizione individuale, distinta da quella del centrodestra, che sul tema sarebbe invece compatto. Il confronto si inserisce in una serie di divergenze tra il sindaco e il principale partito della coalizione.
Tra gli episodi citati figura il banchinamento del Molo Clementino, opera apprezzata da Fratelli d’Italia e in particolare dall’europarlamentare Carlo Ciccioli, ma osteggiata dal primo cittadino. Secondo il testo, differenze di vedute sarebbero emerse anche su questioni ambientali, sociali e culturali, oltre che sul modo di affrontare il tema dell’integrazione scolastica.
Nobili sostiene che Silvetti abbia assunto in altre occasioni posizioni riconducibili a una sensibilità moderata: il riferimento è al modo in cui il sindaco ha parlato di antifascismo il 25 aprile, alle sue scelte su alcune questioni ambientali e al linguaggio utilizzato quando affronta i temi sociali e culturali. Per il capogruppo di Avs, tuttavia, la vicenda della scuola avrebbe un peso politico diverso rispetto alle precedenti prese di distanza.
La critica di Andrea Nobili
Il consigliere regionale paragona il sindaco alla figura letteraria del dottor Jekyll e mister Hyde. Da una parte ci sarebbe il Silvetti delle dichiarazioni, capace di prendere le distanze dalla destra identitaria e di sostenere l’integrazione; dall’altra il sindaco che governa Ancona con una maggioranza a forte trazione Fratelli d’Italia, partito che sostiene la linea contestata sulla presenza degli studenti stranieri.
Secondo Nobili, non si tratterebbe soltanto di una differenza caratteriale o di una sensibilità personale, ma di un possibile strappo politico. Il capogruppo di Avs osserva che un dissenso diventa realmente significativo quando produce conseguenze nelle scelte amministrative e negli equilibri di governo. In assenza di questo passaggio, sostiene, il rischio sarebbe quello di una divisione dei ruoli: una destra più identitaria a livello nazionale e un volto più rassicurante ad Ancona, mantenendo però la stessa alleanza.
La domanda posta da Nobili riguarda quindi la natura delle posizioni del sindaco: se rappresentino un’autonoma linea moderata destinata a incidere sulla coalizione oppure soltanto un diverso modo di comunicare senza effetti sull’azione politica. Il confronto resta aperto all’interno del centrodestra cittadino e coinvolge anche il rapporto tra l’amministrazione comunale e Fratelli d’Italia.