Assetto urbano

Commercio, nuove regole ad Ancona: Piano e Archi nel mirino

I dati comunali rilevano 103 esercizi etnici nei quartieri, contro 28 nel cuore storico.

Commercio, nuove regole ad Ancona: Piano e Archi nel mirino

Ancona si prepara a rivedere le regole per l’apertura di nuove attività commerciali. L’amministrazione comunale sta lavorando a un regolamento definito, nel dibattito pubblico, anti-kebab, con l’obiettivo dichiarato di intervenire sulla composizione dell’offerta commerciale, sulla valorizzazione dei centri storici e sul decoro urbano.

Il percorso è stato avviato dopo l’approvazione della nuova legge regionale sulla valorizzazione dei centri storici e del decoro urbano, votata dal Consiglio regionale il 21 luglio e sottoposta all’esame del Governo, superato alla fine di settembre. Prima di predisporre il documento definitivo, il Comune ha scelto di analizzare la distribuzione delle attività presenti in città, concentrandosi in particolare sui quartieri Piano e Archi e sul centro storico.

La fotografia delle attività

Secondo i dati raccolti dagli uffici dell’assessorato al Commercio, nella zona Piano-Archi sono presenti 103 attività etniche, pari a oltre il 41 per cento del totale considerato. Gli esercizi risultano concentrati soprattutto lungo corso Carlo Alberto, via Marconi e piazza Ugo Bassi. Nello stesso ambito territoriale le attività italiane sono complessivamente 145.

La ristorazione etnica conta inoltre 11 kebab, quasi il doppio rispetto a quelli presenti nel centro cittadino. Nel cuore storico risultano infatti attive 302 attività commerciali, alle quali si aggiungono sei kebab. I negozi etnici sono 28, pari al 9,3 per cento del totale, e si trovano prevalentemente lungo la Spina dei Corsi e in via Gramsci.

Le ipotesi per il nuovo regolamento

La rilevazione numerica dovrebbe servire a definire i criteri per l’apertura di nuove attività. L’ipotesi allo studio non prevede un blocco generalizzato, ma una regolamentazione orientata a favorire gli esercizi ritenuti coerenti con la salvaguardia e la rigenerazione del contesto urbano.

Tra le priorità indicate figurano la tutela dei prodotti tipici della tradizione locale e del territorio, oltre ai progetti speciali capaci di introdurre esperienze culinarie internazionali tradizionali o caratterizzate da una forte innovazione. L’obiettivo è arricchire l’offerta complessiva affiancandola a quella della cucina italiana, con particolare attenzione alla qualità dell’offerta.

Un ulteriore elemento del documento sarà il decoro urbano. Il Comune, attraverso l’assessore al Commercio Angelo Eliantonio, sta quindi valutando come tradurre questi indirizzi in norme concrete per le diverse aree della città. Il regolamento dovrà stabilire modalità e criteri per le nuove aperture tenendo conto della differente composizione commerciale emersa tra Piano-Archi e centro storico.