Scuola

Circolare del 1990, il retroscena che parte da Ancona

Giorgia Bugaro riporta alla ribalta una direttiva firmata dall’allora ministro Sergio Mattarella

Circolare del 1990, il retroscena che parte da Ancona

La circolare ministeriale del 1990 sulla presenza degli alunni stranieri nelle classi è tornata al centro del confronto politico tra Giorgia Meloni e Sergio Mattarella. A riportare il documento all’attenzione nazionale è stata Giorgia Bugaro, esponente di Fratelli d’Italia e figlia di Giacomo Bugaro, politico marchigiano vicino al partito e all’amministrazione regionale.

La vicenda parte da Ancona, dove Bugaro ha svolto una ricerca sull’atto adottato quando Mattarella era ministro della Pubblica istruzione. Il documento, identificato come Circolare ministeriale numero 205 del 26 luglio 1990, affrontava il tema dell’inserimento degli studenti stranieri nel sistema scolastico italiano e indicava criteri per evitare una concentrazione eccessiva di alunni appartenenti allo stesso gruppo linguistico.

Il documento del 1990

Secondo il testo della circolare, gli alunni appartenenti allo stesso gruppo linguistico non avrebbero dovuto superare le cinque unità per classe. Il ministero suggeriva inoltre di distribuire gli studenti stranieri in poche unità all’interno delle singole classi, con l’obiettivo di favorire l’integrazione linguistica e l’apprendimento dell’intero gruppo.

La scoperta è stata comunicata da Giacomo Bugaro a Giorgia Meloni attraverso un messaggio WhatsApp. La presidente del Consiglio ha quindi richiamato pubblicamente il contenuto della circolare, che è stato ripreso dai principali telegiornali e dagli organi di informazione. Il documento è stato successivamente condiviso anche da diversi esponenti di Fratelli d’Italia.

Il confronto politico

Il riferimento al testo del 1990 si inserisce nella discussione aperta dopo l’annuncio del Governo di introdurre, a partire dal prossimo anno scolastico, un limite al numero di studenti stranieri nelle classi. La proposta non ha trovato il pieno consenso del Presidente della Repubblica, che ha manifestato pubblicamente le proprie perplessità.

Il centrosinistra ha sottolineato le differenze tra i due contesti storici. Nel 1990 gli stranieri rappresentavano circa l’1 per cento della popolazione, mentre oggi la presenza è indicata come oltre dieci volte superiore. Fratelli d’Italia e il centrodestra riconoscono che le condizioni sono cambiate e che le misure non coincidono, ma sostengono che il principio di evitare una concentrazione elevata di alunni stranieri nelle singole classi fosse già presente nelle indicazioni ministeriali del 1990.

Il caso ha così trasformato una ricerca partita dal territorio marchigiano in un elemento del confronto nazionale sulle politiche scolastiche, sull’integrazione e sul rapporto tra le scelte del Governo e le osservazioni del Quirinale.