Carlo Ciccioli, europarlamentare di Fratelli d’Italia, propone una maggiore collaborazione tra la Fondazione Teatro delle Muse di Ancona e la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi. L’obiettivo indicato è costruire una rete lirica capace di unire programmazioni, produzioni, competenze e capacità organizzative, valorizzando due istituzioni culturali e due città con una storia significativa nel mondo del melodramma.
La proposta si inserisce, secondo Ciccioli, nel contesto dell’attenzione internazionale suscitata dal riconoscimento dei Teatri condominiali all’italiana delle Marche come patrimonio mondiale dell’Unesco. L’europarlamentare richiama inoltre i legami di Ancona con il tenore Franco Corelli e quelli di Jesi con Giovanni Battista Pergolesi e Gaspare Spontini, figure alle quali sono associate alcune delle principali pagine della tradizione operistica.
Un distretto dell’opera
Per Ciccioli, la sinergia tra le due Fondazioni non dovrebbe limitarsi a una razionalizzazione delle risorse. Una programmazione comune potrebbe, a suo avviso, produrre un effetto moltiplicatore sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo e favorire la nascita di un vero e proprio distretto dell’opera. La collaborazione consentirebbe di presentare un’offerta più strutturata e riconoscibile, mantenendo al tempo stesso l’identità dei singoli teatri e dei rispettivi territori.
Il progetto avrebbe anche una ricaduta sul piano turistico. L’idea è intercettare un pubblico internazionale interessato alla lirica e ai luoghi legati alla storia dei grandi maestri, promuovendo soggiorni di più giorni ad Ancona e Jesi e nel resto delle Marche. Gli spettacoli verrebbero così collegati alla conoscenza del patrimonio culturale e dei centri urbani che lo custodiscono.
Cultura e sviluppo del territorio
Nella prospettiva indicata dall’esponente di Fratelli d’Italia, una collaborazione tra Muse e Pergolesi potrebbe rappresentare un primo passo verso una strategia regionale della lirica. La messa in rete di teatri, professionalità, tradizioni e produzioni dovrebbe rafforzare il sistema culturale e generare ricadute sull’indotto locale, dalla ricettività alla ristorazione fino al commercio.
Ciccioli considera il turismo musicale un’opportunità per promuovere l’autenticità dei luoghi legati all’opera e trasformare la lirica in un prodotto turistico. In questa direzione, ha annunciato l’intenzione di sostenere il modello istituzionale anche a Bruxelles, con l’obiettivo di presentare le Marche come polo europeo della lirica e di favorire l’accesso a risorse destinate alla valorizzazione del patrimonio culturale.