Il Consiglio dei ministri ha deciso l’abolizione del bollo auto e moto per i veicoli fino a 80 kilowatt. La misura, secondo quanto annunciato, sarà applicata per il solo 2027 e dovrebbe diventare strutturale con la prossima legge di bilancio. L’esenzione riguarderà un solo mezzo per ciascun proprietario: nel caso di più veicoli, sarà preso in considerazione quello con la potenza più bassa.
Il provvedimento incide su una tassa di competenza regionale. Per compensare il minor gettito, il Governo ha annunciato trasferimenti complessivi pari a 2,5 miliardi di euro alle Regioni. Nelle Marche, tuttavia, resta da chiarire se le risorse saranno sufficienti a coprire integralmente le entrate che verrebbero meno e con quali tempi saranno trasferite.
L’interpellanza sulle risorse
A sollevare il tema è Andrea Nobili, capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra, che ha presentato un’interpellanza. Secondo l’esponente politico, il bollo auto rappresenta una componente significativa delle entrate della Regione e, prima di valutare l’abolizione della tassa, sarebbe necessario conoscere con precisione l’impatto sui conti pubblici.
Nobili chiede in particolare di sapere quale somma sarà destinata alle Marche e se la compensazione statale sarà sufficiente a coprire le minori entrate. Il punto, sostiene, riguarda gli equilibri del bilancio regionale e la possibilità di continuare a finanziare servizi e politiche pubbliche senza ricorrere a nuove entrate.
Il rischio di altri tributi
Nel documento viene chiesto alla Giunta regionale se possa escludere fin d’ora un eventuale aumento dell’addizionale regionale all’Irpef, dell’Irap o di altre imposte e tariffe nel caso in cui i trasferimenti statali risultassero insufficienti o arrivassero in ritardo. L’interrogativo sollevato da Nobili è se l’abolizione possa tradursi, in futuro, in un recupero delle stesse risorse attraverso nuovi prelievi a carico dei cittadini.
Tra i destinatari indiretti di questo possibile effetto, osserva il capogruppo di Avs, ci sarebbero soprattutto pensionati e lavoratori dipendenti. La discussione riguarda quindi non solo la misura annunciata, ma anche le conseguenze sui bilanci regionali e sulla sostenibilità delle entrate nel medio periodo.
Nobili contesta inoltre l’assenza di una distinzione basata sul reddito: lo stesso beneficio verrebbe riconosciuto sia alle famiglie che hanno risentito maggiormente dell’aumento del costo della vita sia a quelle con redditi elevati. A suo giudizio, una diversa impostazione avrebbe consentito di concentrare le risorse sulle persone e sui nuclei familiari più bisognosi.
Resta infine da chiarire come saranno garantite le risorse alle Regioni dal 2028 in poi, nel caso in cui l’esenzione venga resa permanente. L’esponente di Alleanza Verdi Sinistra chiede che l’abolizione del bollo non si traduca per i cittadini marchigiani in nuove tasse o in una riduzione dei servizi.