Emergenza abitativa

Ancona, incendio riaccende l’allarme sulle Case Gialle

L’ente regionale chiamato a verificare verde, gestione e morosità nel complesso di via Maestri del Lavoro

Ancona, incendio riaccende l’allarme sulle Case Gialle

Un incendio ha riacceso l’attenzione sulle condizioni delle Case Gialle, il complesso di edilizia popolare del Q2 ad Ancona. Le fiamme, divampate venerdì su un terrazzo, hanno riportato al centro del dibattito la situazione dell’area compresa tra i numeri 35 e 59 di via Maestri del Lavoro, dove vivono oltre duecento famiglie.

Il rogo si inserisce in un quadro più ampio, segnato da problemi di manutenzione e da una situazione sociale definita critica dai residenti. Nel corso del tempo sono state segnalate la presenza di topi, la crescita incontrollata della vegetazione e condizioni di abbandono nelle aree comuni. Tra gli episodi ricordati c’è anche l’ingresso abusivo in un appartamento, avvenuto in pieno giorno attraverso una finestra raggiunta dalla strada.

Verde e gestione del complesso

La zona viene descritta da alcuni abitanti come un luogo sempre più esposto a fenomeni di illegalità e spaccio. Il disagio, secondo il quadro riportato, coinvolge un complesso abitato da centinaia di persone e si intreccia con difficoltà economiche e problemi nella gestione degli spazi condivisi.

Per il Comune di Ancona la competenza principale sulla gestione del complesso è dell’Erap. L’assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini ha spiegato che si tratta di un condominio privato e ha annunciato un confronto con il presidente dell’ente, Fagioli, per fare il punto sulla situazione. Secondo quanto riferito dall’assessore, un atto avrebbe già regolato la gestione del verde.

Resta da chiarire anche la distribuzione delle responsabilità sulle aree esterne. Tombolini ha annunciato una verifica della planimetria per individuare le pertinenze comunali e quelle di competenza dell’ente. L’erba attorno al campetto, ha ricordato, è stata tagliata due volte durante la scorsa estate, mentre altri interventi sarebbero stati realizzati dal Comune anche se non direttamente spettanti all’amministrazione.

Morosità e servizi

Tra le criticità indicate dall’assessore ci sono anche le morosità relative a riscaldamento, illuminazione e canoni. La mancanza di entrate, ha aggiunto, inciderebbe sulle risorse disponibili per la gestione del complesso: alla fine dell’anno, invece di ricevere quanto dovuto, il Comune si troverebbe in alcuni casi a dover versare somme all’ente.

Il tema sollevato dall’incendio riguarda quindi sia la sicurezza sia la qualità della vita degli abitanti. Per definire gli interventi necessari serviranno il confronto tra Comune ed Erap, la verifica delle aree di competenza e un quadro aggiornato delle condizioni del complesso e dei servizi destinati alle famiglie residenti.