La stagione estiva degli agriturismi della provincia di Ancona si chiude con un bilancio positivo, sostenuto soprattutto dalla presenza di visitatori stranieri. Inglesi, francesi, tedeschi, belgi, polacchi e olandesi hanno scelto le strutture del territorio, con una particolare concentrazione sulla Riviera del Conero e nelle aree collinari e interne. Il quadro è emerso durante la conferenza stampa convocata dal Comune di Ancona per fare il punto sull’andamento della stagione turistica.
Secondo Giorgio Ghiotti, presidente di Terranostra Ancona, l’associazione che riunisce gli agriturismi di Coldiretti, il risultato conferma le potenzialità del comparto ma anche la necessità di ridurre la dipendenza dai mesi estivi. L’obiettivo indicato dagli operatori è portare la stagione ad almeno otto mesi, intercettando flussi turistici anche nei periodi di minore affluenza.
Conero favorito, segnali diversi nell’entroterra
Sulla Riviera del Conero l’andamento è stato particolarmente positivo, con alcune strutture che hanno lavorato a pieno regime da giugno a settembre. Accanto alla tradizionale attrattiva balneare cresce l’interesse per esperienze legate ai borghi, alla natura e al paesaggio. Nelle colline e nell’entroterra il turismo internazionale ha assunto un peso sempre maggiore: in alcune realtà gli ospiti stranieri si sono fermati per una o più settimane, arrivando in determinati casi a soggiorni di 20-30 giorni.
Più brevi, invece, le permanenze della clientela italiana, che tende a scegliere soggiorni di 3-4 giorni, spesso inseriti all’interno di viaggi itineranti. Gli operatori segnalano anche una maggiore attenzione alla spesa, compresa quella destinata alla ristorazione. Nelle aree interne di Fabriano, Genga e Sassoferrato il quadro è risultato più articolato: alcune strutture hanno ottenuto buoni risultati tra agosto e settembre, mentre altre hanno concentrato le presenze nel solo mese di agosto o hanno registrato una flessione.
Le proposte per allungare i flussi
Per Terranostra, i dati rafforzano la necessità di aumentare la capacità attrattiva dell’entroterra al di fuori dell’alta stagione. Tra gli elementi favorevoli viene indicato il crescente interesse verso le Marche come destinazione rurale ed esperienziale, grazie a enogastronomia, paesaggio, borghi e ambiente.
Gli operatori chiedono una maggiore integrazione tra turismo, agricoltura, cultura e mobilità. Tra le proposte figura una Carta Servizi territoriale, digitale e almeno trilingue, pensata per consentire ai visitatori di accedere a trasporti e attrazioni a condizioni agevolate e per mettere in rete le attività locali. Ghiotti ha inoltre richiamato la necessità di partecipare agli eventi internazionali capaci di intercettare visitatori con festività e periodi di disponibilità diversi da quelli italiani, oltre al potenziamento dei collegamenti aerei tra costa ed entroterra.
La prospettiva indicata è trasformare l’allungamento spontaneo della stagione in una strategia strutturata, capace di distribuire le presenze su un periodo più ampio e di valorizzare in modo coordinato costa, colline e aree interne della provincia.