Domenico Sfrappa, ex direttore sportivo e direttore generale dell’Ancona, ha seguito dagli spalti del Migaghelli la partita disputata dai dorici contro l’Angelana. Il dirigente perugino, che in passato ha ricoperto anche il ruolo di direttore sportivo della formazione umbra, ha analizzato il rendimento della squadra e il percorso di un gruppo profondamente rinnovato.
Secondo Sfrappa, è ancora presto per esprimere giudizi definitivi sull’Ancona. La squadra, a suo avviso, non ha ancora pienamente assimilato le richieste dell’allenatore e deve trovare i giusti equilibri. Il dirigente ha sottolineato anche la difficoltà di giocare in una piazza abituata a puntare alla vittoria, dove la pressione può incidere sul rendimento dei calciatori. Rispetto alla formazione della stagione precedente, inoltre, sono rimasti pochi elementi.
La lettura della partita
Durante la gara, Sfrappa ha notato un cambio di atteggiamento dopo il pareggio dell’Angelana. L’Ancona si è impaurita, arretrando nella propria area e perdendo compattezza. La squadra si è allungata e ha rischiato di subire il sorpasso, dopo aver avuto in precedenza l’opportunità di raddoppiare. Tra gli episodi citati c’è anche una giocata di Cocola, che secondo l’ex dirigente avrebbe dovuto servire un compagno invece di concludere l’azione.
Un altro aspetto evidenziato riguarda le situazioni dentro l’area e i calci piazzati. Sfrappa ha parlato di episodi già verificatisi contro L’Aquila e in occasione della rete dell’Angelana, con giocatori finiti a terra durante le azioni. Le palle inattive, nella sua valutazione, possono quindi rappresentare un fattore determinante sia a favore sia contro la squadra.
La sfida con il Trestina
Il prossimo impegno vedrà i dorici affrontare il Trestina. Sfrappa ha descritto la formazione umbra come una squadra guidata da un allenatore giovane e debuttante, costruita con una mentalità operaia e attenta anche alla valorizzazione dei giovani. Per l’Ancona, ha spiegato, la vittoria è l’unico risultato possibile, anche per interrompere il rendimento finora poco convincente nelle gare interne.
Il dirigente ritiene che il Del Conero debba diventare un punto di forza e non un ostacolo. La squadra, secondo la sua analisi, non è necessariamente costruita male, ma ha bisogno di tempo e di qualche aggiustamento. Gli esterni dovranno incidere maggiormente quando si troveranno davanti avversari giovani, mentre alcuni calciatori finora impiegati poco dovranno dimostrare di poter rispondere alle aspettative dell’allenatore.
Sfrappa ha infine ricordato che anche le principali concorrenti per la promozione, tra cui L’Aquila e Teramo, hanno già accusato qualche battuta d’arresto. Per puntare al vertice, però, all’Ancona servirà un salto di qualità mentale: non solo la capacità di reagire alle difficoltà, ma anche la convinzione di poter dominare le partite. In una piazza ambiziosa come quella dorica, ha concluso, non basta accontentarsi di risultati incerti.