Il Partito Democratico di Ancona replica alle dichiarazioni di Daniele Giachi, segretario cittadino di Forza Italia, sul possibile percorso del centrosinistra in vista delle elezioni comunali del 2028. Nei giorni scorsi Giachi aveva definito il campo largo dorico un progetto all’insegna della confusione e dell’ambiguità programmatica, accusandolo di sommare sigle e posizioni inconciliabili per sole ragioni aritmetiche.
La replica dei democratici
Il Pd anconetano giudica «francamente surreale» che a parlare di confusione sia proprio Giachi. Secondo i democratici, infatti, l’incertezza riguarderebbe soprattutto la collocazione politica del segretario locale di Forza Italia. Il partito ricorda che Giachi si era candidato ed era stato eletto in una lista civica, Rinasci Ancona, della quale, affermano i dem, si sarebbero poi perse le tracce.
La replica prosegue richiamando il successivo incarico assunto da Giachi alla guida cittadina di Forza Italia, partito del sindaco. Nonostante questo ruolo, sostiene il Pd, il consigliere non avrebbe mai aderito al gruppo consiliare di Forza Italia, già rappresentato da Vincenzo Rossi. Una situazione che, secondo i democratici, avrebbe alimentato più volte in Aula la richiesta di maggiore chiarezza sui ruoli politici e consiliari.
Nel loro intervento i dem citano anche la consigliera Giulia Fedele, segretaria regionale dei giovani di Forza Italia e ancora esponente della lista civica Ancona Protagonista. Per il Pd, la sua presenza rende ormai discutibile la definizione di lista civica attribuita al gruppo. I democratici parlano quindi di «un’anomalia tutta anconetana», sostenendo che si tratti di una situazione senza precedenti e meritevole di approfondimento.
Il confronto nel centrosinistra
Il Pd respinge anche l’accusa di muoversi senza una guida e senza contenuti. Il partito rivendica di essere un’organizzazione politica strutturata e di lavorare alla costruzione di un’alleanza di centrosinistra credibile, insieme a un programma di governo condiviso per la città. Le discussioni in corso nella coalizione, spiegano i democratici, riguardano temi complessi e rappresentano una fisiologica dialettica politica.
Secondo la segreteria dem, i problemi nascono invece quando il confronto interno viene meno e le divisioni della maggioranza diventano tali da spingere il sindaco a minacciare il «tutti a casa» per contenere i malumori. Il riferimento è al sindaco Daniele Silvetti e alle tensioni che, secondo il Pd, si sarebbero già manifestate all’interno della sua maggioranza.
In conclusione, il Partito Democratico di Ancona afferma di essere soddisfatto del lavoro avviato e rivendica la propria collocazione in Consiglio comunale. I suoi rappresentanti, sottolineano i dem, siedono nei banchi del Pd e intendono esprimere in modo lineare la posizione del partito, senza ambiguità. La replica mantiene così aperto il confronto politico cittadino in vista della costruzione delle future alleanze.