Prosegue la polemica a distanza tra gli esponenti usciti da Italia Viva Marche e il loro ex partito. Dopo l’annuncio dell’addio da parte dell’ex parlamentare Piergiorgio Carrescia, dell’ex vicesindaco di Ancona Pierpaolo Sediari e del consigliere comunale dorico Massimo Mandarano, la formazione politica aveva replicato sostenendo che i tre non facessero più parte del partito da tempo e mettendo in dubbio la loro adesione al progetto di Matteo Renzi.
La nuova presa di posizione arriva da Carrescia, che contesta il contenuto di un post pubblicato sulla pagina Facebook di Casa Riformista – Italia Viva Marche. Secondo l’ex parlamentare, il messaggio conterrebbe ricostruzioni non corrispondenti ai fatti e toni eccessivamente polemici. Carrescia ha ricordato di essere stato iscritto al partito, a suo dire senza interruzioni dal settembre 2019 al settembre 2026, quando avrebbe formalizzato le dimissioni.
La replica dell’ex parlamentare
Nel suo intervento, Carrescia ha richiamato anche le dimissioni di Massimo Gnagnarini dalla presidenza di Italia Viva Umbria e la sua successiva uscita dal partito. Pur precisando di non voler entrare nel merito delle motivazioni dell’esponente umbro, ha dichiarato di condividerne alcune riflessioni sul rapporto tra dissenso e appartenenza politica. In particolare, ha criticato il meccanismo per cui chi esprime una posizione diversa viene considerato infedele o accusato di agire per ragioni personali.
Il punto centrale della sua contestazione riguarda la possibilità di dissentire all’interno della formazione politica. Carrescia sostiene di aver compiuto una scelta politica, spiegandola pubblicamente e senza insultare nessuno, e di aspettarsi per questo una risposta meno liquidatoria. A suo giudizio, un partito riformista dovrebbe valorizzare persone libere e non soltanto fedeli, perché il confronto sulle idee, anche quando è duro, rappresenta una parte normale della politica.
Il sostegno di Pierpaolo Sediari
Carrescia ha inoltre sostenuto che, quando non si riesce a contestare il merito delle argomentazioni, si finisce per attribuire all’interlocutore motivazioni diverse da quelle dichiarate. Da qui la sua critica alla gestione del confronto in Italia Viva Marche, che definisce segnata da astio e rancore. L’ex parlamentare ritiene che le reazioni della dirigenza confermino, a suo avviso, l’assenza di un adeguato spazio per il dissenso e un distacco dai problemi evidenziati dagli ex iscritti.
Nel dibattito è intervenuto anche Pierpaolo Sediari, che ha dichiarato di condividere le parole di Carrescia. Sediari ha descritto la politica come un ambito fondato su confronto, riflessione e anche scontro tra idee diverse, criticando invece i contesti nei quali prevalgono persone chiamate soltanto ad approvare le decisioni del vertice. La polemica tra i fuoriusciti e la dirigenza regionale resta quindi aperta, con accuse contrapposte sulla gestione del partito e sulla possibilità di esprimere posizioni autonome.