Settore in allerta

Ambulanti, a Senigallia il confronto sulla direttiva Bolkestein

Fiva Confcommercio propone un modello uniforme per assegnare gli spazi pubblici e chiede garanzie alle istituzioni marchigiane.

Ambulanti, a Senigallia il confronto sulla direttiva Bolkestein

Circa 100 delegati della Fiva Confcommercio, provenienti da diverse regioni italiane, si sono riuniti a Senigallia per discutere del futuro del commercio ambulante e delle conseguenze della direttiva europea Bolkestein. Al confronto hanno partecipato rappresentanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, della Regione Marche e dei vertici di Confcommercio.

Secondo la federazione, il commercio su aree pubbliche può contribuire a mantenere vitali i centri storici e a sostenere l’attrattività turistica dei territori. La categoria, però, chiede maggiore chiarezza sulle procedure per il rinnovo e l’assegnazione delle concessioni di posteggio, considerate le incertezze legate all’applicazione della normativa europea.

La proposta per le concessioni

Al centro dell’incontro è stata presentata una proposta di bando tipo, elaborata dopo l’approvazione delle Linee guida nazionali di giugno per il rilascio delle concessioni su aree pubbliche. L’obiettivo indicato è uniformare le procedure nei diversi territori e ridurre il rischio di interpretazioni differenti e di ulteriore burocrazia.

Giacomo Errico, presidente nazionale di Fiva Confcommercio, ha criticato l’impostazione della direttiva e il modello che, a suo giudizio, non terrebbe conto delle specificità italiane. Errico ha richiamato anche il precedente decreto Bersani, sostenendo che avrebbe garantito tutele a 200mila aziende. La federazione punta quindi a limitare gli effetti della disciplina europea e a ottenere certezze per gli operatori.

Il peso del comparto nelle Marche

Nelle Marche il settore conta oltre 3.500 imprese e, secondo i dati citati durante l’incontro, rappresenta il 16% del commercio regionale e il 4% del prodotto interno lordo locale. Massimiliano Polacco, direttore generale di Confcommercio Marche, ha chiesto che sia la Regione a coordinare l’iniziativa e a mettere a sistema i 245 Comuni marchigiani.

Alla riunione hanno preso parte anche l’assessore regionale alle Attività Produttive Andrea Maria Antonini, la dirigente Daniela Tisi, il direttore generale del Mimit Gianfrancesco Romeo e il direttore di Confcommercio Nazionale Marco Barbieri. Per Giacomo Bramucci, presidente di Confcommercio Marche, il commercio ambulante rappresenta un elemento identitario e può avere un ruolo mentre nei centri storici diminuiscono le attività di prossimità. La richiesta della categoria è trasformare l’attuale fase di incertezza in un percorso coordinato per il futuro del comparto.