Cerimonia cittadina

Silvetti: ad Ancona serve integrazione, non quote nelle classi

La Lampada ha coinvolto oltre 500 alunni in un corteo dal porto alla piazza della Repubblica

Silvetti: ad Ancona serve integrazione, non quote nelle classi

Ad Ancona, durante la cerimonia per l’arrivo della Lampada della pace, il sindaco Daniele Silvetti è intervenuto sul tema della presenza degli studenti stranieri nelle classi. Il riferimento riguarda la proposta che dovrebbe essere presentata al prossimo Consiglio dei ministri per limitare ulteriormente il numero di alunni stranieri in ogni classe.

Silvetti ha sostenuto che il tema non possa essere affrontato soltanto attraverso dati e proporzioni. Secondo il sindaco, le scuole hanno bisogno di integrazione vera e autentica, inserendo la discussione in un quadro più ampio legato all’armonia, al dialogo e al superamento delle divisioni. Le sue parole sono state pronunciate in occasione dell’iniziativa Francesco e il mare dell’incontro, collegata alla tappa anconetana del Giro d’Italia per la Pace.

La Lampada dal porto alla piazza

La cerimonia è iniziata al porto di Ancona, dove è arrivata la Lampada della pace, e si è conclusa in piazza della Repubblica. All’appuntamento hanno partecipato autorità civili, militari e religiose, insieme a oltre 500 studenti delle scuole primarie di primo e secondo grado. I ragazzi hanno preso parte anche a un flash mob dedicato alla pace.

Il sindaco ha spiegato che l’amministrazione teneva in modo particolare alla presenza della città nel percorso, considerato un’occasione per trasmettere alle nuove generazioni un messaggio di pace attraverso un gesto simbolico. Nel suo intervento ha inoltre richiamato la necessità di superare il linguaggio delle contrapposizioni e le tensioni che, a suo giudizio, anche la politica contribuisce ad alimentare.

Il discorso del presidente del Consiglio comunale

In piazza della Repubblica è intervenuto anche il presidente del Consiglio comunale Simone Pizzi. Nel suo discorso ha descritto la luce arrivata dal mare come un simbolo del rapporto storico di Ancona con partenze, ritorni e speranze. Ha ricordato inoltre il legame con la figura di San Francesco, che ottocento anni fa attraversò il mare in un periodo segnato dai conflitti, indicando nell’incontro con l’altro una possibile origine della pace.

Pizzi ha ringraziato il Coordinamento nazionale degli Enti locali per la Pace e i Diritti umani, promotore del cammino della Lampada nelle città, nelle piazze e nelle scuole. Rivolgendosi agli studenti, ha sottolineato che la pace richiede partecipazione concreta, responsabilità e la capacità di riconoscere nell’altro una persona, non un nemico.

Nel finale, il presidente del Consiglio comunale ha ricordato che Ancona sarà Capitale italiana della Cultura nel 2028. Da questo appuntamento ha tratto l’auspicio che la città possa assumere anche una responsabilità più ampia come luogo di pace, non soltanto attraverso un titolo, ma con un impegno quotidiano. La Lampada, ha concluso, dovrà proseguire il suo cammino anche grazie ai ragazzi presenti alla cerimonia.