Pesca adriatica

Commissione Ue ad Ancona: reti gemelle, cresce il rischio d’infrazione

Delegazione europea incontra operatori e istituzioni; al centro anche granchio blu, costi e tutela degli stock

Commissione Ue ad Ancona: reti gemelle, cresce il rischio d’infrazione

Ancona si prepara ad accogliere la delegazione della Commissione europea della pesca, attesa in città per una serie di incontri con rappresentanti della molluschicoltura, della pesca a strascico, delle istituzioni e delle realtà locali. Il programma prevede una visita alla Copemo e alla Cooperativa motopescherecci, quindi un confronto con il sindaco Daniele Silvetti e le autorità cittadine a Palazzo del Popolo. La delegazione dovrebbe inoltre assistere a una presentazione sull’economia della pesca e incontrare gli stakeholder nella Sala consiliare del Consiglio comunale.

Il gruppo sarà guidato dalla deputata francese Isabelle Le Callenec e comprenderà gli europarlamentari Carlo Ciccioli, Giuseppe Lupo, Francisco Millan Mon e Siegbert Droese. Alla missione parteciperanno anche Flavio Tosi, Anna Maria Cisint e Stefano Cavedagna. L’obiettivo della visita è raccogliere direttamente le richieste degli operatori dell’Alto Adriatico, un’area considerata strategica per la produzione ittica ma sottoposta a forti pressioni.

Le difficoltà del settore

Tra i problemi segnalati figurano la diffusione del granchio blu, che ha danneggiato gli allevamenti di cozze, l’aumento dei costi del carburante, gli effetti dei cambiamenti climatici e le conseguenze delle tensioni geopolitiche. La mitilicoltura e la pesca delle vongole rappresentano una componente importante dell’economia locale. Il porto di Ancona, pur non essendo quello con il maggior numero di imbarcazioni, mantiene un ruolo significativo per tonnellaggio e sbarchi ed è parte dell’identità marittima della città.

Nel confronto con la delegazione europea potrebbe entrare anche la questione dell’utilizzo delle reti gemelle nella pesca a strascico. Il Comitato pescatori Ancona contesta da tempo questa pratica e sostiene che il sistema, trainando contemporaneamente due reti, interessi una superficie più ampia di fondale e aumenti la capacità di cattura. Il comitato aveva già chiesto chiarimenti alle istituzioni e, a fine marzo 2026, aveva incontrato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che aveva indicato la necessità di basi scientifiche per procedere a un eventuale divieto.

Il possibile confronto con Bruxelles

La nuova presa di posizione del comitato segue la diffusione di un rapporto di MedReAct. Secondo quanto riferito dall’organizzazione, tra il 2020 e il 2025 le reti gemelle avrebbero operato in Adriatico per diverse migliaia di giornate senza uno specifico contingente di sforzo assegnato dall’Unione europea. La stessa fonte sostiene che sulla vicenda sarebbe stato avviato dalla Commissione europea un Eu Pilot, passaggio che potrebbe precedere l’apertura di una formale procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia.

Il Comitato pescatori Ancona chiede quindi al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste di chiarire la legittimità delle autorizzazioni. Il punto contestato riguarda in particolare l’attribuzione, nel 2026, di 1.510 giornate alle reti gemelle, ottenute secondo il comitato dalla conversione di 1.800 giornate assegnate allo strascico tradizionale. La richiesta è di rendere pubblica la posizione italiana sulle contestazioni emerse in sede europea e di avviare un confronto con le marinerie, il mondo scientifico e le associazioni ambientaliste.

Il comitato sostiene che la riduzione dello sforzo di pesca, indicata come necessaria per favorire il recupero degli stock dell’Adriatico, non sarebbe coerente con l’impiego di un attrezzo ritenuto più impattante. Allo stesso tempo precisa che la contestazione non è rivolta contro la pesca a strascico nel suo complesso né contro i lavoratori del settore. La proposta avanzata è accompagnare le imprese verso sistemi più sostenibili, sostenere l’innovazione e favorire la piccola pesca costiera. La visita della delegazione europea offrirà ora un’occasione di confronto su una vicenda che coinvolge tutela ambientale, regole comunitarie e futuro economico delle marinerie.