È corsa contro il tempo per mettere in sicurezza il vecchio faro del Cardeto, ad Ancona, danneggiato da un fulmine. Il Demanio, proprietario dell’area, effettuerà un sopralluogo con i propri tecnici per valutare le condizioni della struttura e definire gli interventi più urgenti.
La prima necessità riguarda la messa in sicurezza dell’edificio, ma l’amministrazione comunale guarda già a un intervento più ampio di recupero. Il sindaco Daniele Silvetti ha annunciato l’intenzione di chiedere al ministero dell’Economia, dal quale dipende il Demanio, uno stanziamento da inserire nella prossima legge di bilancio.
Le risorse per gli interventi
Secondo le prime valutazioni, per rendere nuovamente sicura la struttura potrebbero servire tra 250mila e 300mila euro. Il successivo recupero completo, che potrebbe comprendere anche lo stabile situato ai piedi del faro, avrebbe invece un costo stimato fino a 3 milioni di euro. Le cifre dovranno essere precisate dopo il sopralluogo e la definizione del progetto tecnico.
Silvetti ha indicato come obiettivo la restituzione del faro alla fruizione pubblica entro gennaio 2028, quando Ancona ospiterà l’evento legato al titolo di Capitale italiana della Cultura. Per il sindaco, la struttura rappresenta uno dei punti di riferimento della città e il suo recupero deve quindi partire in tempi rapidi.
Il ruolo nel progetto culturale
L’assessora comunale alla Cultura Marta Paraventi ha collegato il recupero del faro alla valorizzazione dell’intero Parco del Cardeto, considerato un luogo di rilievo storico, paesaggistico e identitario per Ancona. L’area rientra inoltre tra gli assi del progetto Ancona 2028, all’interno del percorso denominato Adesso Parco.
Paraventi ha precisato che gli interventi strutturali, il ripristino e il reperimento delle risorse fanno capo alle competenze dello Stato e dei Lavori Pubblici. L’assessorato alla Cultura intende invece rafforzare il ruolo culturale dell’area nel suo complesso, anche attraverso una proposta di rigenerazione affidata all’arte contemporanea. Il progetto dovrebbe integrare patrimonio, paesaggio e nuovi linguaggi nel percorso di preparazione all’appuntamento del 2028.