Ancona entra nella top ten nazionale delle città con il minore aggravio dei costi per le famiglie. È quanto emerge dai dati territoriali sull’inflazione di agosto 2026 diffusi dall’Istat e rielaborati dall’Unione Nazionale Consumatori, che ha confrontato l’aumento dei prezzi e la relativa spesa aggiuntiva annua nei diversi capoluoghi italiani.
La graduatoria considera l’incremento del costo della vita rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e lo traduce in una stima dell’esborso ulteriore per una famiglia media. Ad Ancona l’inflazione tendenziale si è attestata al 3%, con una maggiore spesa calcolata in 700 euro all’anno per nucleo familiare. Un dato che vale il decimo posto tra le città più virtuose sul fronte dei rincari.
La classifica nazionale
In testa alla graduatoria delle città più care si è posizionata Rimini, con un’inflazione del 3,9% e una spesa aggiuntiva annua di 1.128 euro per una famiglia tipo. Seguono Bolzano, con 1.094 euro e un aumento dei prezzi del 3,6%, e Verona, che registra una maggiore spesa di 1.055 euro a fronte di un’inflazione del 3,8%.
Completano le prime posizioni Pistoia, con 1.041 euro di aggravio e un’inflazione del 3,7%, Siracusa con 1.039 euro e un aumento del 4,5%, Udine con 1.036 euro, Lecco con 1.024 euro, Como con 1.019 euro, Terni con 1.018 euro e Arezzo con 1.013 euro. L’inflazione più elevata è stata rilevata a Reggio Calabria, con il 4,6%, mentre Siracusa si è collocata al secondo posto e Macerata al terzo, con un incremento del 4,3%.
Le città con i rincari più contenuti
La città più risparmiosa è risultata Benevento, dove l’aumento dei prezzi del 2,5% si è tradotto in una spesa aggiuntiva di 547 euro. Al secondo posto Grosseto, con la minore inflazione nazionale, pari al 2%, e 563 euro di maggiore esborso. Seguono Brindisi, con 574 euro, Olbia-Tempio con 615 euro, Trapani con 647 euro, Potenza con 671 euro, Imperia con 687 euro, Cagliari con 693 euro e Sassari con 694 euro.
Per quanto riguarda il quadro regionale, il Trentino-Alto Adige guida la classifica dei territori più colpiti dai rincari, con un’inflazione del 3,3% e 976 euro di spesa aggiuntiva annua. Seguono Friuli-Venezia Giulia, con 955 euro, e Veneto, con 920 euro. La Basilicata è invece la regione più virtuosa, con 650 euro di aggravio. Nelle Marche l’aumento complessivo è del 3,4%, pari a una maggiore spesa media di 770 euro annui per famiglia.